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assogreen

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MG N.242 - GENNAIO 2019

Un'ampia fetta

di utilizzatori l'ha

preferito al semplice

rasaerba, spendendo

quindi decisamente

di più. Opzione

controcorrente,

soprattutto per

giardini senza grandi

metrature. Anzi.

Il mercato lancia un

preciso segnale

«ROBOT, BOOM

DI MACCHINE

PER LE PICCOLE

SUPERFICI»

piazzati. Il robot ha preso una via

diversa, una strada particolare. Nel

senso opposto a quel che molti ave-

vano preventivato. «Sono esplose le

macchine per giardini piccoli», il punto di Rober-

to Dose, voce di Assogreen di cui è stato anche

presidente, sempre sul campo coi suoi punti ven-

dita friulani a percepire ogni in-

dizio del mercato. L’evoluzione

della macchina è incessante,

la crescita pure. E il bello deve

ancora venire. Il contesto però

è differente rispetto alle attese.

«Credevo che per una logica di

costo il rasaerba robot andasse

a sostituire in parte il rasaerba

premium o una certa fascia di

trattorini. La sorpresa, per certi

versi, è stata scoprire come tanti

clienti con giardini davvero di

pochi metri quadrati di verde

abbiano optato per una soluzio-

ne dal costo di otto-dieci volte

superiore rispetto ad un norma-

lissimo rasaerba o macchina per superfici così ri-

dotte. Quel cliente potrebbe accontentarsi anche

di un prodotto anche da duecento euro, invece ne

spende otto-dieci volte tanto. In sostanza non mi

aspettavo che il robot sottraesse quote al rasaerba

di prima fascia. È chiaro che quando l’indirizzo

diventa questo il robot è diventato carta vincente,

per tutti i vantaggi che assicura».

S

PASSO AVANTI.

Va oltre Dose, come suggerito

d’altronde anche dal mercato. Perché il rasaerba

robot che rompe certi argini è un segnale chiaro.

L’appassionato di verde vuole comodità, accetta

poco i compromessi, mira in alto. «Questione cul-

turale, non c’è altra spiegazione», il riassunto di

Dose che però apre tante porte. Alla qualità ad

esempio, scalzando antiche teorie magari ancora

attuali ma a questo punto non certo universali.

C’è anche un altro sentiero, quello del prodotto

che vale senza troppo guardare a quanto costi.

C’è anche quella fascia di clientela, che non vuo-

le restare a metà sentiero ma che soprattutto vuole

restar comodamente a guardare la macchina che

lavora. Una via che adesso il mercato vorrà batte-

re con forza, con tanta offerta proprio sulle mac-

chine di ingresso. Con design sempre più accatti-

vanti e gamme sempre più profonde. Ascoltando

un mercato che ha parlato chiaro, percependo

segnali arrivati da più parti, assecondando le

priorità di un cliente che dal robot è sempre più

attratto. Il robot ha allargato il campo, nei giardi-

ni anche minuscoli ma anche nelle grandi aree.

Roba anche per il manutentore, assist non ancora

raccolto del tutto anche se di tempo per immagaz-

zinare il messaggio ce n’è ancora. Ad innalzare

il ritmo ci ha pensato anche Bologna, quei cinque

giorni di Eima che hanno detto senza mezzi termi-

ni come la macchina vada sempre più verso confi-

ni sempre più lontani. Trovando facile dimora sui

campi di calcio, ma non solo. Terreno fertile quel-

lo del robot, atteso al suo personalissimo 2019