Il lancio del nuovo trattorino Max 13 rappresenta un passaggio strategico per Grin, azienda specializzata nelle soluzioni di taglio dell’erba senza raccolta. Nella video intervista realizzata con Daniele Bianchi, responsabile commerciale e marketing dell’azienda, emergono i principali elementi della nuova macchina ma anche una riflessione più ampia sul percorso compiuto dal marchio nei suoi primi vent’anni di attività e sulle prospettive future del sistema di taglio sviluppato dall’azienda.
Il grande investimento di Grin è il nuovo Max 13. Che cosa rappresenta per l’azienda?
È un passaggio importante perché si tratta del nostro primo trattorino. È un passo che dovevamo fare e che affrontiamo con piacere dopo tanti anni di esperienza nel settore. Al centro di questa macchina c’è il nuovo piatto di taglio, il Grin Maxi 3, che rappresenta la nostra vera tecnologia. È un sistema composto da tre carote Grin che polverizzano l’erba e consentono di lavorare senza raccolta.
Attorno al piatto di taglio abbiamo costruito quella che, secondo noi, è la miglior macchina possibile per supportarlo. Parliamo di una macchina professionale, con guida a leve, piatto posizionato frontalmente e una grande affidabilità.
L’INTERVISTA
Quali sono le aspettative commerciali per questo nuovo prodotto?
Le prospettive sono molto buone. Abbiamo già parlato con numerosi clienti, rivenditori e utilizzatori finali e percepiamo molto entusiasmo attorno al nostro marchio. Naturalmente adesso ci rimboccheremo le maniche: faremo tante prove e poi sarà il mercato a dirci davvero quale sarà la risposta.
L’obiettivo è quindi consolidare il posizionamento del brand anche in una nuova categoria di prodotto, mantenendo però il focus sulla tecnologia che ha reso riconoscibile il marchio.
Che tipo di anno deve essere per Grin quello che si apre dopo il ventesimo anniversario?
Per noi è un anno in cui abbiamo deciso di rimettere a posto tante piccole cose. Dopo vent’anni abbiamo incontrato molti clienti e abbiamo riscoperto quelle caratteristiche che ci hanno fatto crescere. Non è un anno di arrivo, ma un anno di partenza.
Guardando ai vent’anni trascorsi, quali sono state le principali sfide?
Io sono in azienda da vent’anni, praticamente da quando è nata, e ricordo bene i primi passi. All’epoca si diceva che in Italia il taglio senza raccolta fosse impossibile da vendere. Le prime sfide sono state proprio contro la tradizione.
Nonostante i progressi compiuti, il lavoro culturale non è ancora terminato. Ancora oggi dobbiamo spiegare che il taglio con raccolta è un sistema ormai superato. Pensiamo agli obiettivi ambientali: l’Unione Europea punta a ridurre drasticamente l’uso delle discariche e entro il 2035 i rifiuti urbani dovranno scendere al 10% dei livelli attuali. In questo contesto il nostro sistema di taglio, che elimina lo smaltimento dell’erba, diventa sempre più attuale.
Crescita strutturale e sviluppo internazionale. Parallelamente cresce anche la struttura dell’azienda.
Due anni fa ci siamo trasferiti in una nuova sede cinque o sei volte più grande della precedente. Abbiamo mantenuto anche la vecchia struttura e ampliato sia la parte produttiva sia quella di uffici e logistica.
Un percorso che riguarda anche i mercati esteri. Da qualche anno il mercato francese sta performando molto bene e abbiamo fatto un restyling della nostra presenza anche lì. In generale tutti i mercati europei stanno dando segnali positivi.












