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EIMA 2024 e l’agricoltura in Marocco

29 Aprile 2024

Riduzione delle fonti di approvvigionamento idrico, impoverimento del suolo, calo della produttività e flessione dei redditi agricoli sono le principali sfide che in questi anni l’agricoltura del Marocco sta affrontando positivamente, anche grazie alle politiche di sostegno statale.

Il Programma Maroc Vert (PMC) e il piano Génération Green sono infatti riusciti a incrementare la competitività di un settore strategico per l’economia del Marocco, che contribuisce al 13% del PIL totale e impiega il 31% della forza lavoro nazionale.

Tra le misure previste dal PMC un ruolo di primo piano lo hanno svolto i fondi finalizzati ad agevolare l’acquisto di sistemi per l’irrigazione (pari a circa la metà della dotazione totale del PMC).

L’ampliamento della superficie irrigata, realizzato proprio grazie a questi investimenti, ha permesso al Paese di diversificare maggiormente la propria produzione agricola soprattutto nel segmento delle coltivazioni ad alto valore aggiunto, particolarmente richieste sui mercati esteri.

Con l’incremento degli ettari coltivati a ortaggi, frutta e olive – è stato spiegato dall’associazione dei costruttori FederUnacoma nel corso della conferenza di lancio di EIMA International 2024 – sono cresciute anche le esportazioni di settore.

Tra il 2008 e il 2018 – riportano i dati della Società di ricerche economiche Internationalia – la produzione annua di olive è cresciuta in media del 7,4% l’anno, e quella di agrumi del 6,3%, mentre le esportazioni di frutta, ortaggi e pomodori si sono incrementate rispettivamente del 13,5%, dell’8,5% e del 5,6% l’anno.

Oltre a puntare sui sistemi di irrigazione, davvero strategici per un Paese che sconta gli effetti dei cambiamenti climatici, i piani di supporto statale prevedono anche interventi specifici per la meccanizzazione, che hanno dato impulso al mercato delle trattrici, delle macchine operatrici e delle attrezzature.

Tuttavia, dopo anni di grande dinamismo, il biennio 2022-2023 ha segnato un rallentamento delle vendite, causato anche da una modifica del regime IVA che ha penalizzato gli acquisti delle società importatrici.

Secondo le previsioni della società Exportplanning, la flessione del comparto agromeccanico, che ha chiuso il 2023 con 138 milioni di euro di fatturato (-17%), sarebbe transitoria: già dall’anno in corso il mercato dovrebbe tornare a correre (+6,4%), per poi consolidare la crescita negli anni successivi.

La fase espansiva – è stato detto in conferenza stampa da Girolamo Rossi, Responsabile Ufficio Comunicazione e Cultura d’Impresa di FederUnacoma – potrebbe durare fino a tutto il 2027 e dovrebbe registrare un tasso di incremento medio del 6%.

Tale ripresa avrebbe una ricaduta positiva anche sulle relazioni commerciali e sulla cooperazione tecnica con l’Italia che, nonostante la frenata dell’export nel biennio 2022-2023, lo scorso anno si è confermata come il secondo fornitore mondiale del Marocco con una quota di mercato del 12,4% (18 milioni di euro il valore del nostro export).

La 46ma edizione di EIMA International, la rassegna mondiale della meccanizzazione agricola organizzata da FederUnacoma a Bologna dal 6 al 10 novembre prossimo, costituisce dunque un’importante occasione per rafforzare la cooperazione tra i due Paesi.

Con i suoi cinque saloni tematici (EIMA Green, EIMA Componenti, EIMA Energy, EIMA Idrotech, EIMA Digital) e con più di 50 mila modelli esposti in rappresentanza di 14 settori merceologici, la kermesse bolognese offre un’ampia gamma di tecnologie adatte a soddisfare ogni esigenza dell’agricoltura del Paese nordafricano.

Molto ricca è la platea degli espositori: ad oggi oltre 1.500 aziende, 500 delle quali estere, hanno già formalizzato la partecipazione alla kermesse ma il numero è destinato a crescere ulteriormente nelle prossime settimane, portando il totale degli espositori ai livelli più alti nella storia della rassegna.

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