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I due vincitori del concorso il parco più bello d’italia 2016

30 Agosto 2016

Villa Visconti Borromeo Litta (nella foto) e Villa Melzi d’Eril designati Parco Più Bello d’Italia 2016.

Il Comitato Scientifico del Premio Il Parco Più Bello d’Italia ha selezionato anche quest’anno i due parchi vincitori della XIV edizione del concorso “Il Parco Più Bello d’Italia”, entrambi in Lombardia ma diversi per la loro storia e per l’emozione che offrono al visitatore.

Questi due gioielli naturalistici sono stati selezionati tra gli oltre 1.000 partecipanti al concorso, iscritti al network dei Parchi Più Belli d’Italia che da oltre tredici anni promuove quel un turismo verde alla scoperta dei gioielli del patrimonio paesaggistico e botanico italiano.

Ecco dunque i due vincitori della XIV edizione del Premio Il Parco Più Bello d’Italia:

Villa Visconti Borromeo Litta (nella foto) a Lainate (Milano), è Il Parco Più Bello d’Italia 2016 per la categoria “Parchi Pubblici

Villa Melzi d’Eril a Bellagio (Como), è Il Parco Più Bello d’Italia 2016 per la categoria “Parchi Privati

Due parchi facilmente visitabili entrambi nel corso di uno stesso weekend: il Giardino di Villa Melzi d’Eril, affacciato sul Lago di Como, sapientemente curato e gestito dalla proprietà della famiglia Gallarati Scotti, e Villa Borromeo Visconti Litta, un vero polo culturale e botanico riportato agli antichi splendori dal Comune di Lainate.

Motivazioni della giuria. Il complesso di Villa Litta fu ideato dal conte Pirro I Visconti Borromeo, che alla fine del XVI secolo – avvalendosi della collaborazione di alcuni fra i migliori artisti lombardi – volle conferire ai propri possedimenti i caratteri ludici delle residenze nobiliari dell’Italia centrale, con giardini “all’italiana” e il meraviglioso Palazzo delle acque. Fulcro del giardino, il ninfeo è un capolavoro del Manierismo, articolato in più vani, rivestiti di conchiglie, adorni di sculture e mosaici; in esso sono stati ripristinati gli originari giuochi d’acqua, così come riportate a nuova vita, di recente, le antiche serre delle orchidee.

Alla bellezza e importanza del ninfeo e del parco, restaurati con sapienza e rigore filologico, si aggiunge una gestione del complesso da parte di un’associazione che si avvale anche dell’apporto di volontari, con la regia del Comune di Lainate, proprietario del bene. Molto incisivo, ai fini della gestione, è il coinvolgimento della comunità locale, non solo mediante visite guidate (in particolare destinate anche alle scuole) ma anche attraverso numerose attività creative che uniscono il diletto alla conoscenza.

Motivazioni della giuria. Il giardino e il parco di Villa Melzi, che circondano su tre lati la residenza neoclassica progettata da G. Albertolli sfruttando le peculiarità dell’incantevole sito esteso tra la riva del lago e la retrostante collina, hanno conservato intatto l’assetto paesaggistico conferito loro due secoli orsono da L. Canonica e L. Villoresi grazie all’esemplare e ininterrotta manutenzione del complesso da parte della proprietà, passata per via ereditaria dai Melzi d’Eril ai Gallarati Scotti.

Particolare attenzione merita la componente botanica che, nonostante gli inevitabili avvicendamenti, ha rispettato e valorizzato nel tempo l’originario rapporto tra pieni e vuoti e tra specie autoctone ed esotiche, tra cui le pregiate collezioni di camelie e di aceri giapponesi, mentre l’ampio viale rettilineo, delimitato da platani pluricentenari abilmente potati, asseconda la riva del lago esaltandone le visuali.

PHOTOGALLERY

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31 agosto 2016

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