Il florovivaismo al centro del confronto europeo con la prima missione a Bruxelles della Consulta Nazionale Florovivaismo di Coldiretti, che riunisce i rappresentanti delle 18 regioni italiane in cui è attiva.
La due giorni “La doppia sfida del florovivaismo europeo: conquistare i mercati internazionali e garantire reciprocità ai produttori” con istituzioni e stakeholder europei è stata organizzata per rafforzare il dialogo con l’Unione europea e portare all’attenzione del Parlamento e della Commissione le principali sfide che interessano il comparto.
L’iniziativa, organizzata insieme a Eat Europe e Assofloro, rappresenta un momento di confronto sul futuro del florovivaismo europeo, una filiera di grande rilievo economico e ambientale e una delle eccellenze del Made in Italy agroalimentare, con una forte vocazione all’export ma sempre più esposta alle dinamiche del commercio internazionale e alle tensioni geopolitiche.
Fotografia in numeri
Il settore florovivaistico europeo vale complessivamente circa 24,5 miliardi di euro, con Italia e Paesi Bassi tra i principali protagonisti della produzione e del commercio.
Il 34% della superficie florovivaistica europea – pari a circa 68 mila ettari su un totale di 198 mila – è destinato alla coltivazione di fiori e piante ornamentali.
Negli ultimi dieci anni i flussi globali di prodotti florovivaistici hanno registrato una crescita significativa, con esportazioni aumentate del 75,3% e importazioni del 54,6%, mentre la bilancia commerciale europea resta positiva per circa 4,7 miliardi di euro.
In questo contesto i fiori recisi rappresentano circa un terzo degli scambi complessivi del settore. Il comparto è tuttavia sempre più esposto agli effetti delle crisi internazionali.
Gli effetti della guerra
Le tensioni in Medio Oriente stanno infatti colpendo anche la filiera florovivaistica: lo stop al traffico marittimo nel Golfo arriva proprio nel momento clou della campagna floricola florovivaistica, con circa mille container destinati ai Paesi dell’area e ordini già in portafoglio che stanno subendo una brusca frenata.
Alcune spedizioni in viaggio sono state deviate verso l’India, con il rischio di compromettere la qualità dei prodotti delle piante, mentre le principali compagnie di navigazione stanno evitando il Canale di Suez, con un conseguente allungamento dei tempi di trasporto e un aumento dei costi logistici. Alle difficoltà legate alla logistica internazionale si aggiungono nuovi aumenti dei costi di produzione: sono stati annunciati rincari da parte dei fornitori di materie plastiche utilizzate per vasi e impianti di irrigazione, mentre continuano a salire i prezzi di gasolio ed energia, anche per effetto di manovre speculative.
La prima giornata di lavori si è svolta al Parlamento europeo dove sono stati analizzati i principali dossier europei che interessano il comparto, in un contesto segnato da accordi commerciali, barriere fitosanitarie, transizione verde e necessità di semplificazione normativa.
Dopo i saluti introduttivi di Luigi Scordamaglia, presidente di Eat Europe e Mario Faro, presidente della Consulta florovivaistica Coldiretti, sono intervenuti Salvatore De Meo, membro della Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, e Dario Nardella, coordinatore del gruppo S&D nella stessa commissione che hanno ospitato l’evento, e l’eurodeputato Carlo Fidanza, coordinatore del gruppo ECR nella commissione Agri.
Al centro del confronto le prospettive del settore florovivaistico europeo, con gli interventi di Gianluca Boeri, vicepresidente del gruppo di lavoro Piante e Fiori del Copa-Cogeca, e di Jesse Schevel, presidente olandese dello stesso gruppo.
L’impatto delle politiche europee sul comparto è stato approfondito anche con il contributo di Flavio Facioni del Gabinetto del Commissario europeo alla Salute Oliver Varhelyi e di Nadia Loddo della Direzione generale Agricoltura della Commissione europea, con un focus sulle politiche di promozione dell’Unione e sulle opportunità per il settore.
La presidente di Assofloro e coordinatrice della consulta florovivaismo di Coldiretti Nada Forbici ha illustrato le principali priorità del florovivaismo italiano a livello europeo, a partire dalla necessità di superare le barriere fitosanitarie spesso motivo di strumentalizzazione sui mercati e valorizzare le produzioni comunitarie.
A seguire, il confronto tra il sottosegretario al Masaf Patrizio La Pietra e la vicepresidente del Parlamento europeo Antonella Sberna. A chiudere i lavori il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini.
Alleanza Italia – Olanda
I produttori floricoli italiani e olandesi hanno condiviso una dichiarazione congiunta frutto di un percorso di collaborazione avviato durante la fiera Myplant & Garden.
Il documento individua alcune priorità strategiche per rafforzare e tutelare la filiera europea dei fiori e delle piante ornamentali nello scenario globale. Tra i punti chiave vi è innanzitutto la richiesta di garantire il principio di reciprocità negli scambi commerciali, per evitare l’ingresso nel mercato europeo di fiori e piante coltivati con sostanze vietate da anni nell’Unione, che determinano concorrenza sleale e potenziali rischi per ambiente e salute.
In questa direzione viene indicata anche la necessità di rafforzare i controlli sull’origine dei prodotti e introdurre sistemi di etichettatura chiari e trasparenti per i consumatori.
I produttori chiedono inoltre di rafforzare le politiche di promozione del fiore e delle piante europee, anche attraverso programmi educativi e campagne di sensibilizzazione rivolte alle nuove generazioni, valorizzando il ruolo ambientale, sociale e sanitario di piante e fiori.
Viene poi sottolineata la necessità di sostenere il settore con nuove risorse per innovazione e ricerca, anche sulle nuove tecniche di evoluzione assistita e sui sistemi di coltivazione sostenibili, riconoscendo pienamente il contributo del florovivaismo agli obiettivi ambientali e di salute pubblica dell’Unione europea.
Durante il confronto è stata evidenziata anche l’esigenza di intervenire su alcuni dossier normativi strategici, a partire dalla revisione della direttiva sulle pratiche commerciali sleali per garantire una maggiore tutela del reddito dei produttori.
Tra i temi affrontati anche il nuovo regolamento europeo sugli imballaggi, con la richiesta di chiarire che vasi e seminiere debbano essere considerati strumenti di produzione e non imballaggi.
Il settore ha inoltre ribadito la necessità di prevedere strumenti specifici di sostegno al florovivaismo all’interno della Politica Agricola Comune, tenendo conto dell’elevata intensità di lavoro che caratterizza il comparto. Tra le priorità indicate anche la valorizzazione del materiale derivante dalla manutenzione del verde, che le imprese chiedono di riconoscere come risorsa – per la produzione di sostanza organica o energia – e non come rifiuto.













