Antonio Fattorusso, primo giorno di My Plant, direttore generale di ZCS. Antonio, quale sarà la direzione che prenderà ZCS grazie alla tua opera, nel segno della continuità dell’innovazione?
Sicuramente l’innovazione è stata sempre, storicamente, l’elemento che ha fatto grande ZCS e Ambrogio, quindi si continua in quella direzione. Andremo molto verso il mercato dei professionisti, dei campi da golf, campi di calcio, ma anche verde pubblico: questa sarà la direzione verso cui punteremo.
Quanto il futuro sarà del robot?
Il futuro io l’ho spiegato sempre così: fra 5 anni credo che un bambino che vedrà una persona tagliare il prato con un rasaerba chiederà, stupito, alla mamma “quel signore che cosa sta facendo?”.
Poi ci sono le persone che trovano rilassante tagliare l’erba manualmente in maniera tradizionale, ma io penso che la robotica sarà il futuro della manutenzione dei prati. Questo è sicuro.
Sei in ZCS da poco, ti chiedo qual è il tuo primo passo, il primo passo che vorrai compiere?
Il primo passo è sicuramente quello di stare a sentire e di imparare: io sono stato anche un anno e mezzo in Giappone, dove la cultura dell’ascolto è molto importante. Detto questo, ribadisco la volontà di portare il nostro impegno verso il mercato professionale.
Qual è il messaggio che vuoi mandare al rivenditore specializzato?
Lo dico molto chiaro, il nostro futuro va verso il mercato professionale, al quale bisogna offrire un servizio all’altezza. In questo senso il rivenditore professionale è l’appoggio numero uno, questo è sicuro.












