Con Manuel Gerosa, socio titolare della Gerosa Green Solutions. Manuel, secondo giorno di My Plant, tutto esaurito mi vien da dire.
Tutto esaurito nella giornata di apertura di mercoledì e oggi affluenza, oserei dire record, data anche dal tempo clemente nei nostri confronti, e grande interesse a quelli che sono i nostri prodotti e i nostri settori.
Immagino grande interesse alla fiera che quest’anno ha avuto un aumento di espositori. In che direzione sta andando Gerosa, Manuel?
Gerosa sta andando nella direzione sempre più professionale. I nostri prodotti sono per un target alto, un target da professionista, da arboricultore, da manutentore professionale e l’interesse notiamo che è sempre spostato verso i prodotti di fascia alta, di alta gamma.
Come è normale, probabilmente chi inizia a farsi un’idea di quello che è il prodotto, è predisposto a un costo maggiore, a una spesa maggiore iniziale, in favore poi di quelli che sono i risultati nel tempo e la durata nel tempo del prodotto.
L’INTERVISTA
Segnali dalla fiera?
Segnali dalla fiera tanto verso il recupero, quanto verso l’utilizzo. Per quello che riguarda il nostro settore del recupero dei materiali in ottica di altri utilizzi, che sia quello delle biomasse, che sia quello del cippato, che sia quello dell’ornamento. Questa è il la direzione nella quale noi ci orientiamo verso la nostra clientela. Al di là dei numeri, perché poi ci vogliono i numeri ma ci vuole anche altro.
Ti chiedo, a fine 2026 Manuel Gerosa sarà contento se … puoi completar la frase?
Allora, a fine a fine 2026 Manuel Gerosa sarà contento perché vede comunque il riscontro da parte dei clienti vecchi, da parte dei clienti nuovi e si spera anche da parte dei clienti futuri verso l’operato che è stato fatto.
Noi siamo un’azienda familiare, quest’anno siamo al centesimo anno, alla quarta generazione e ci mettiamo la faccia e mettendoci la faccia la soddisfazione di un cliente che ti chiama dopo aver acquistato una macchina, dopo aver speso dei soldi è la soddisfazione migliore. Se poi i numeri ci daranno ragione incrementando le vendite, sicuramente, come sta succedendo, questo è e sarà ancora un motivo di vanto maggiore e aumenterà la nostra autostima. Però al momento siamo già contenti così, a marzo.
Che mix è i 100 anni, un’azienda storica e anche un’azienda familiare? Che mix e che vantaggio può essere?
I 100 anni sono una bella responsabilità, soprattutto dal cambio generazionale che abbiamo vissuto io e mio fratello da qualche anno. L’azienda familiare ha i suoi pro e i suoi contro, spesso sono più i contro dei pro, perché non ci sono orari di lavoro o ci sono molto dilatati, ci sono tante, tante arrabbiature, ma anche tanti, tanti momenti felici.
Il modo giusto è cercare di far coincidere il cambiamento, rimanendo comunque sempre un’azienda familiare, cosa che stiamo facendo, industrializzandola sempre di più per dare un servizio ottimale ai nostri clienti.
Nell’intimo, quand’è che hai raccolto il testimone in maniera naturale da chi ti ha preceduto?
Io collaboro, o meglio, noi collaboriamo ancora con Antonio, nostro zio, che è in azienda ormai da più di 50 anni. Abbiamo fatto un cambio societario qualche anno fa, quando siamo entrati io e mio fratello: In realtà io sono ormai 23 anni che faccio questo lavoro, mio fratello sette in meno di questi 23.
Diciamo che potrei dire che 15 anni fa c’è stata la svolta, abbiamo ripreso in mano un po’ la situazione iniziando con l’importazione di Rabaud e poi con l’importazione di Forest. Tutto questo affiancato al servizio che diamo ai nostri clienti, servizio di vendita e assistenza.












