Entro il 2030 l’Europa dovrà ridurre del 55% le emissioni nette di gas serra per poi raggiungere, entro il 2050, l’obiettivo delle emissioni zero. Per tagliare questo traguardo ambizioso, la road map fissata da Bruxelles prevede che nei prossimi quattro anni la produzione energetica da FER (Fonti di Energia Rinnovabile) cresca in misura significativa sino a raggiungere il 42,5% del totale.
In un contesto europeo comunque diversificato, nel quale alcuni Paesi – Finlandia e Svezia soprattutto – sono ormai vicini alla meta, l’Italia è ancora molto indietro.
Nel 2023 infatti la quota di energia prodotta con le FER italiane, pari a 22,6 Megatep, copriva a stento il 20% dei consumi finali lordi, pari a complessivi 115,4 Megatep (circa 1.350 terawatt ora).
Sempre nel 2023, biomasse, bioliquidi e biogas hanno prodotto ben 9,5 megatep coprendo l’8,2% dei consumi finali lordi di energia, in special modo termica.
Le biomasse costituiscono dunque una risorsa strategica per l’economia italiana, tanto più se si considera che il patrimonio forestale del Paese si estende su 11 milioni di ettari, vale a dire sul 36,4% del territorio della Penisola.
A rilanciare il tema della neutralità climatica e delle fonti energetiche rinnovabili è l’Italian Biomass Association (Itabia) organizzatrice dell’evento denominato FUTA EXPO, svoltosi nei primi giorni di luglio presso l’Agriturismo La Dogana di Barberino del Mugello (Firenze).
“L’Italia possiede un giacimento verde che viene sfruttato solo in minima parte – spiega il presidente di Itabia Vito Pignatelli -. La produzione nazionale di biomassa da operazioni di silvicoltura è stimata intorno ai 4-5 milioni di tonnellate l’anno mentre i consumi stimati sono dell’ordine dei 20 milioni di tonnellate anno. Peraltro i prelievi legnosi interessano solo il 28-30% degli accrescimenti annui di biomassa, a fronte di una media europea che si attesta al 65%”.
La prima edizione della rassegna FUTA EXPO è stata concepita per presentare l’ampia rosa di macchine e attrezzature per la produzione di biomasse ad uso energetico, per la gestione sostenibile della filiera del legno ma anche per la prevenzione del dissesto idrogeologico.
“Dalle trattrici forestali ai verricelli – sottolinea Vito Pignatelli -, dalle motoseghe ai decippatori, sino alle trince e ai sistemi di misurazione, la kermesse di Barberino di Mugello è stata una tre giorni di prove sul campo che hanno impegnato un circuito di circa tre chilometri a doppio anello, su trenta ettari di terreno boschivo”.







