Nei principali Paesi europei, quasi un cittadino su tre pratica attivamente lo urban gardening– coltivando piante, fiori o ortaggi su balconi, tetti e davanzali, oppure prendendosi cura di giardini indoor o condivisi – trasformandoli in veri e propri rifugi verdi.
Ciò che un tempo era considerato un limite – la mancanza di spazio – viene oggi reinterpretato come un’opportunità per coltivare il verde in modi nuovi, più agili e flessibili.
A rivelarlo è l’edizione 2026 dell’indagine “Gardens of Europe”, commissionata da STIGA – tra i principali produttori e distributori di macchine e attrezzature per il giardinaggio – a YouGov, che ha analizzato il modo in cui le persone approcciano la cura del verde in cinque Paesi europei, mettendo in luce non solo comportamenti, ma anche il ruolo sempre più centrale del giardinaggio nel definire stili di vita, abitudini e benessere personale.
Cresce l’interesse per il giardinaggio in tutta Europa
Lo urban gardening non è più un’attività di nicchia, ma un’abitudine sempre più diffusa. Oggi la partecipazione è più marcata in Francia, dove il 39% degli intervistati si dedica a questa forma di giardinaggio, seguita dalla Spagna con il 36%. Italia (26%) e Regno Unito (25%) registrano livelli di adozione più contenuti, ma comunque significativi, mentre la Germania si mantiene in linea con la media (28%).
Inoltre, una netta maggioranza degli urban gardener intervistati – in tutti i mercati analizzati – dichiara di essere oggi più interessata al giardinaggio rispetto a cinque anni fa.
L’Italia (63%) guida questa tendenza insieme a Regno Unito (65%) e Germania (64%); la Francia si attesta al 60%, mentre la Spagna raggiunge il 55%.
Nel complesso, questi dati evidenziano un chiaro passaggio da un interesse occasionale a un coinvolgimento più frequente e consolidato, anche in contesti urbani.
Un’abitudine quotidiana: come gli urban gardener si prendono cura dei loro spazi verdi
Gli urban gardener non si definiscono per lo spazio a disposizione, ma per come lo utilizzano. Il giardinaggio è diventato una componente naturale della cura dell’ambiente domestico, con quasi tutti gli urban gardener coinvolti in almeno un’attività.
Nel complesso, la ricerca mostra come il loro approccio sia incentrato meno sulla progettazione e più su una cura semplice e quotidiana.
Le attività di routine risultano essere le più diffuse in tutti i Paesi analizzati. La manutenzione generale – come diserbo, pulizia e cura stagionale – è infatti la pratica più comune per gli urban gardener, raggiungendo picchi dell’81% nel Regno Unito e del 73% in Germania, seguiti dalla Francia (70%). Anche in Italia (62%) e Spagna (61%) resta l’attività predominante.
Accanto alla manutenzione, oltre la metà degli urban gardener in Europa si dedica alla cura di piante ornamentali o aiuole. L’Italia si distingue per un coinvolgimento particolarmente elevato (60%), subito dopo il Regno Unito (61%). Allo stesso modo, la coltivazione di ortaggi o erbe aromatiche è una pratica comune, soprattutto in Germania e Francia (61%) – in misura più moderata in Italia (51%).
Le attività legate alla cura del prato, tra cui taglio, irrigazione e fertilizzazione, sono anch’esse diffuse tra gli urban gardener, coinvolgendo nello specifico il 48% degli italiani. La partecipazione è maggiore nel Regno Unito (61%), in Germania (58%) e in Francia (55%), mentre in Spagna risultano meno comuni (29%).
Nei Paesi europei analizzati, la potatura di alberi, arbusti o siepi è un’attività piuttosto diffusa, con la Germania al primo posto (62%). Negli altri Paesi il coinvolgimento è più moderato, fermandosi al 41% in Italia.
Le attività più creative o legate al design restano più di nicchia. Tuttavia, emergono differenze significative tra Paesi quando si tratta di pianificare o progettare uno spazio verde: queste attività sono meno diffuse in Italia (16%) e Spagna (18%), rispetto a Francia (43%), Germania (38%) e Regno Unito (29%).
Un mindset orientato al benessere
Al di là delle abitudini, ciò che definisce davvero lo urban gardener è il suo approccio. La maggior parte degli urban gardener in Europa afferma che il giardinaggio migliora il proprio benessere generale. Questa percezione è fortemente diffusa in Italia (88%): un dato tra i più alti tra i Paesi analizzati, subito dopo Regno Unito (89%) e seguito da Spagna (84%), Francia (82%) e Germania (80%).
La cura del verde nei contesti urbani si configura così come un piccolo ma significativo rituale quotidiano, capace di offrire benefici che vanno oltre il semplice piacere: in uno stile di vita sempre più frenetico, prendersi cura delle piante diventa un modo per rallentare, riconnettersi con i ritmi della natura e ritrovare momenti di equilibrio durante la giornata.
Strumenti semplici e smart per la cura del verde urbano
Mentre il giardinaggio diventa sempre più integrato nella vita urbana, anche gli attrezzi evolvono.
Per sostenere questa tendenza verso una gestione del verde più pratica e accessibile, soluzioni come il potatore a batteria SC 100e di STIGA sono progettate per spazi compatti come balconi, terrazze o piccoli giardini.
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Le lame in acciaio al carbonio di alta qualità e le impostazioni di taglio regolabili garantiscono precisione, mentre la batteria STIGA ePower assicura prestazioni affidabili e autonomia estesa.
Pensato sia per principianti sia per “pollici verdi” più esperti, risponde alla crescente esigenza di strumenti che rendano il giardinaggio più semplice, intuitivo e gratificante.
Lo urban gardener moderno è flessibile, pratico e sempre più coinvolto, e sta ridefinendo il significato stesso di “avere un giardino”. Dai davanzali agli spazi condivisi, anche le aree urbane più piccole vengono utilizzate e curate attivamente, trasformandosi in luoghi di attenzione e benessere.
In questo scenario in evoluzione, non è più la dimensione dello spazio a definire il giardinaggio, ma il modo in cui le persone scelgono di viverlo.


















