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Il Giardino botanico di Villa Carlotta

3 Giugno 2024

Con circa 8 ettari visitabili il giardino di Villa Carlotta, in provincia di Como, è un luogo di grande fascino, non solo per la posizione panoramica particolarmente felice, ma anche per l’armonica convivenza di stili, la ricchezza di essenze, le suggestioni letterarie che ne fanno una meta imperdibile per chi giunge sul lago di Como.

In primavera, iniziano le spettacolari fioriture nei giardini di Villa Carlotta. Un ambiente naturale suggestivo, caratterizzato dall’alternanza di stili e tipologie paesaggistiche. Questa varietà, che fa del giardino della villa un luogo pieno di fascino e sorprese, è il risultato di una continua evoluzione dal ‘600 a oggi.

Quasi un campionario dello sviluppo dell’arte dei giardini. Dalle impostazioni scenografiche e prospettiche del giardino all’italiana, passando per l’emozione di una natura pittoresca, aspra e selvaggia dell’epoca romantica per arrivare alla libertà compositiva del paesaggismo contemporaneo. Senza dimenticare il piacere per l’esotico, il mediterraneo e il giardino orientale.

L’attuale impianto del giardino è il risultato di successive modifiche, ampliamenti e stratificazioni.

Il Giardino all’italiana

Con alte siepi a taglio geometrico, parapetti a balaustrate, statue e giochi d’acqua è stato realizzato tra la fine del ‘600 e l’inizio del ‘700.

Le cinque terrazze di ispirazione rinascimentale ospitano aiuole geometriche, piccole peschiere, nicchie e fontane. Basta percorrere la scalinata a tenaglia, per incontrare molte sorprese botaniche: alte siepi di camelie, piante di papiro, tunnel di agrumi e numerose varietà di rose che decorano le pareti.

Dalle terrazze si gode di una straordinaria vista sul giardino all’italiana con al centro la fontana settecentesca con vasca sagomata e la statua di Arione di Metimna, celebre cantore e suonatore di cetra, che venne miracolosamente salvato dai flutti grazie all’intervento di un delfino

Il Giardino all’inglese 

Del periodo romantico è ancora percepibile la struttura del giardino all’inglese, ricco di alberi pregiati di proporzioni eccezionali e di scorci di grande suggestione.  Progettato per stupire ed emozionare il visitatore, si estende su una superficie più ampia rispetto al giardino all’italiana, e lo circonda. Sul lato occidentale, il “giardino vecchio”, con alcuni platani monumentali conferisce un gusto squisitamente romantico all’ingresso di questa parte del parco. Sul lato orientale, una serie di “scenografie” messe in atto grazie all’uso sapiente di portamenti, tessiture, volumi delle piante conferisce un aspetto quasi teatrale ai vari ambienti.

Un prezioso giardino botanico

Il bosco di rododendri arborei, gli imponenti cuscini di azalee e altre specie rare, fanno del parco di Villa Carlotta un prezioso giardino botanico, realizzato da Giorgio II e arricchito in seguito nel corso del XIX secolo.

Tra queste, i rododendri costituiscono una delle collezioni più importanti del giardino. Le piante che oggi possiamo ammirare sono infatti state presumibilmente messe a dimora dai giardinieri del duca Giorgio di Sassonia-Meiningen, prima del 1914.

Le fioriture primavera estate di Villa Carlotta

AZALEE: tra aprile,  maggio e inizio giugno  fioriscono le azalee, disposte in alti cuscini arrotondati lungo diversi sentieri. Un bell’esempio di arte topiaria, ideato dai paesaggisti della famiglia Sassonia-Meiningen e mantenuto, in tutto il suo splendore, dai giardinieri che lavorano a Villa Carlotta.

L’effetto è veramente suggestivo, sia per la varietà cromatica, sia per le dimensioni raggiunte dagli arbusti. Un percorso fiorito di grande fascino che in Italia conosce pochi eguali.

RODODENDRI: il parco di Villa Carlotta conserva, come un catalogo vivente, molti esemplari di rododendri di età anche ragguardevole. Sono presenti piante dalle caratteristiche molto diverse. Alcune sono specie botaniche che è possibile trovare anche in natura, originarie della catena montuosa dell’Himalaya, altre invece sono ibridi.

Tra le molte varietà presenti nel parco, il Rhododendron ‘Sir Robert Peel’, il Rhododendron ‘Garibaldi’ e il Rhododendron ‘Vesuvium’, R.ponticum variegatum e R. fragrantissimum. Si incontrano poi ‘Fire Bird’, R. decurum, R. ‘Persimmon’, dai bei fiori rossi campanulati. La collezione comprende anche rododendri arbustivi come il R. catawbiense, originario del Nord America, e il R. ponticum, originario del Caucaso. Fioriture scalari tra maggio e giugno

ROSE: tra le rose rampicanti allevate a spalliera sulle scale che conducono alla Villa troviamo la Rosa x hybrid Rosanna, selezionata dalla nursery del famoso ibridatore tedesco Kordes nel 2002.  Harlekin è un’altra delle rose che si trovano sulle terrazze del giardino all’italiana.

Per quanto riguarda le rose inglesi: sicuramente da ricordare è Jertrude Jekyll poi, la rosa Portland Comte de Charmbord, rifiorente da inizio maggio a fine novembre. Un cenno merita il cespuglio nei pressi del museo degli attrezzi agricoli: si tratta di una Rosa chinensis Mutabilis, ibrido nata in Italia agli inizi del ‘900 (pare sia stata introdotta nei giardini Borromeo sull’Isola Bella). Poi ci sono due cultivar, entrambe omaggio alla bellezza: la prima è la Rosa Lake Como4ever nata su iniziativa dei quattro Comuni del Distretto turistico del Centro Lario per celebrare il fascino del lago di Como. L’altra novità è la rosa Grandi giardini italiani.

ORTENSIE: che le Hydrangeae popolino il parco di Villa Carlotta da lungo tempo è cosa nota; diverse specie erano infatti presenti già nel secolo scorso: nell’unico elenco delle piante pubblicato dall’Ente, nel 1958, vengono infatti citate Hydrangeae paniculata, H. petiolaris, H. quecifolia e H. sargentiana.

Oggi, però, i visitatori appassionati di queste bellissime piante possono ammirare una collezione molto più consistente ed interessante, oltre che esteticamente apprezzabile. Essa è stata realizzata con l’intento di arricchire il parco con un nuovo elemento di attrazione ma tenendo ben presente l’esigenza di fare un intervento che avesse un significato dal punto di vista filologico, che fosse cioè pertinente rispetto al contesto perché in qualche modo legato alla storia del giardino.

Oggi possiamo ammirare sul lato a monte del primo vialetto un gruppo di Hydrangeae macrophylla, tutte varietà antiche e alcuni esemplari di Hydrangea arborescens. Poi una serie di esemplari di Hydrangea paniculata , tra queste, H. paniculata Early sensation.

Risalendo verso il ponticello che connette il giardino vecchio con il parco si trova esemplari di Hydrangea serrata Beni gakyu, di origine giapponese e un campionario di H. serrata, con varietà ancora poco note. Infine, nella zona della grande palma del Cile un gruppo di Hydrangeae:  H. paniculata Bombshell, e H. macrophylla Renate Steiniger, dai sorprendenti colori autunnali, che vanno dal blu verde al rosa antico.

LA COLLEZIONE DI AGRUMI: due tunnel in ferro battuto, lunghi 30 metri si trovano da sempre sulle terrazze ai piedi della villa: sostengono la collezione di agrumi, oltre 100 piante. Aranci, aranci amari, pompelmi, mandarini, limoni, cedri, cedri mano di Buddha, bergamotti, chinotti.

Gli agrumi di Villa Carlotta sono coltivati in piena terra, cosa unica in nord Italia.

Nel 1700 come oggi, gli agrumi erano protagonisti sulle terrazze che separano la Villa Carlotta dal lago, a testimoniare la vocazione di quest’area come avanguardia mediterranea. In realtà gli agrumi sono presenti nella storia del giardino da tempo immemore: si ha notizia della loro coltivazione già prima della nascita di Cristo e la loro complessa “domesticazione” è stata a lungo studiata.

AFFASCINANTI SCENOGRAFIE NATURALI: oltre allo spettacolo stagionale delle fioriture, il giardino offre molte sorprendenti scenografie naturali. Colpiscono in particolare per la loro originalità il giardino dei bambù, la valle delle felci e il giardino roccioso, con una bella collezione di piante succulente.

IL GIARDINO DEI BAMBÙ: l’area, che copre 3000 metri quadri, è ispirata ai principi e alle tecniche dell’arte dei giardini giapponesi. Qui sono ospitate 25 specie di bambù, alcune molto rare, in un contesto di grande armonia tra cascatelle, ruscelli e strutture in pietra. La scalinata segna l’ingresso alla parte del giardino più tipicamente orientale, una zona strutturata a stanza su due differenti livelli.

LA VALLE DELLE FELCI: la valle delle felci è uno scorcio paesaggistico di grande impatto, creato a partire da una forra naturale alla quale sono stati aggiunti platani e tigli. Ma soprattutto piante esotiche come le grandi felci arborescenti e palmiformi originarie dell’Australia che vengono ricoverate durante i mesi invernali nelle serre e riposizionate su piccoli podi, nascosti tra la lussureggiante vegetazione.

IL GIARDINO ROCCIOSO: è costituito da una corona superiore di arbusti di ottimo impianto ornamentale, sovrastanti un mosaico di erbacee a fioritura primaverile ed estiva, alternate a varietà di palme dalle più diverse provenienze. Nella zona più ad est, tra ampie nicchie scavate nel terreno scosceso e separate fra loro mediante rocce e sassi, è ospitato un considerevole gruppo di piante grasse, con specie provenienti da una quindicina di varietà diverse che vengono qui sistemate nella buona stagione e ritirate poi in serra con i primi freddi.

IL GIARDINO VECCHIO: il giardino a sinistra della villa è la zona più ricca di suggestioni romantiche. Questa ampia zona di parco infatti, si presenta ancora nell’antica struttura ottocentesca con il viale centrale e i grandi platani già celebrati da Stendhal. Qui è collocata anche la fontana dei nani, gustosa costruzione in gusto baroccheggiante fatta a scalette e cascatelle scenograficamente concentrate in pochi metri di ripido pendio.

OLIVETO: nel 2016 è stato aperto al pubblico l’oliveto della Villa. Dopo un intervento partito nel 2012, grazie al contributo di Fondazione Cariplo (e l’aiuto dei volontari della Associazione Nazionale Alpini, sezione di Como), sono stati ripristinati i terrazzamenti, curate e potate drasticamente le piante secolari di olivo ancora presenti e restaurate le strutture architettoniche di origine agricola (tra cui il rustico Prà di Oc destinato a future attività didattiche complementari alla visita dell’oliveto).

Ripristinati i terrazzamenti si è potuto così intervenire al reimpianto dello storico oliveto: 97 olivi, 50 dei quali di varietà Frantoio, Leccino e Pendolino provenienti da un vivaio toscano, 47 olivi di antiche varietà lariane riprodotte nel vivaio del CNR di Perugia, e lombarde (Casaliva, Grignan) di un vivaio gardesano.

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