Marketing Giardinaggio

Marzo

Numero: 244 | Mese: Marzo

Editoriale

 

Sole di fine febbraio. Tempo di uscire in giardino. Di cominciare a tagliar l’erba, di riallacciare il filo interrotto d’inverno. I segnali, seppur timidi, ci sono stati.

Punti vendita più frequentati, un leggero fermento nell’aria, la sensazione netta che il quadro sia tornato a riprendersi i suoi colori. Il verde soprattutto. Caldo ma anche freddo. Quindi cautela, ma anche tanta fiducia. Si parte dalla linea del traguardo, fissato a settembre o anche ad ottobre. Perché adesso le stagioni sono sempre più lunghe. Perché ora non c’è orario mai. Anche in una giornata di lavoro, figurarsi lungo l’arco di mesi regolati dal meteo. Sparito ogni argine, tanto che ormai la discriminante non è tanto la fine quanto l’avvio.

Rivenditori e specialisti vari ricordano ancora quel che accadde un anno fa, quei saliscendi che alimentarono il rammarico al momento di tirar le somme. Un po’ di amaro in bocca, lungo una strada ad un certo punto leggermente accidentata ma in fin dei conti piuttosto dritta. La verifica sarà probante per la batteria, dopo un lungo riscaldamento attesa al primo vero test sul campo.

Ormai vicina al prodotto a scoppio. Quello che non verrà mai meno, ma che da ora in avanti dovrà sempre più misurarsi con un concorrente che di argomentazioni ne ha parecchie e anche col vantaggio di poter cavalcare l’onda fresca della novità. Tanta curiosità per capire come la partita andrà a finire. Perché in ballo c’è tanto, sotto tutti i punti di vista. È il mondo che va in quella direzione e non si può certo deviare il corso delle cose, la teoria unanime di chi continua ad avere grande rispetto anche della tradizione e quindi dei vecchi cavalli di battaglia. Quelli che non muoiono mai, quelli rimodernati e in forma come qualche decennio fa.

Il cerchio si chiude sempre, sarà così anche stavolta. Rimboccandosi le maniche con la passione di sempre, quella che ti porta spesso e volentieri a superare ogni ostacolo. Persino ad essere fiducioso, sentimento non proprio nell’umore di tutti gli attori del mercato. Attendendo notizie dal meteo ma soprattutto dai rivenditori. La partita la giocano loro. Ora più che mai.

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